14/04/2014 Fino a due anni di carcere e oltre 50mila euro di multa agli agenti immobiliari abusivi....
Ha ottenuto l'approvazione del senato e in breve passerà anche alla camera, il disegno di legge che inasprisce le pene per chi esercita abusivamente una professione, compresa quella di agente di mediazione in campo immobiliare. le sanzioni scatteranno anche in presenza di una sola infrazione

il testo licenziato dal senato modifica le pene stabilite dall'articolo 348 del codice penale che prevede sei mesi di reclusione e una multa tra i 103 e i 526 euro. se il ddl entrasse in vigore, chi esercita la professione di agente immobiliare senza essere iscritto nell'apposito ruole tenuto della camera di commercio, incorrerebbe in una pena fino a un massimo di due anni di reclusione e una multa tra 10.329 e 52.646 euro

esiste già una norma che sanziona il reato di abusivismo in campo immobiliare, ma l'applicazione delle sanzioni penali avviene alla ripetizione per tre volte della condotta abusiva. ora con le modifiche al vaglio del parlamento, basta che l'esercizio abusivo avvenga una sola volta per far scattare l'applicazione delle sanzioni penali, oltre che naturalmente la restituzione dei proventi della mediazione

soddisfatto del progetto di legge è il presidente fimaa italia, valerio angeletti "siamo soddisfatti del disegno di legge approvato all'unaminità in senato che aggrava le sanzioni verso chi svolge abusivamente la professione di agente immobiliare. si tratta di un primo passo importante nella lotta contro l'abusivismo"
http://www.idealista.it/news/immobiliare
23/01/2013 Mutui, le banche hanno spazio per tagliare gli spread. Con scudo Draghi, caduta degli spread e Basilea 3 soft. Ma la Spagna resta lontana anni luce
Prima c'è stato lo scudo anti-spread di Draghi (luglio 2012). Poi un'ulteriore distensione sul mercato italiano è arrivata, a partire da novembre, con il ritorno degli investitori stranieri in Italia che ha favorito una caduta dello spread BTp-Bund a 260. E, adesso, colpo di scena di questo inizio 2013, è arrivata anche la distensione sui vincoli patrimoniali di Basilea III che dà, in sostanza, alle banche più tempo per mettere a posto l'assetto patrimoniale. Il mix di questi fattori si traduce in maggiore liquidità. Oltreché a un recupero del valore in portafoglio dei titoli di Stato italiani, che le banche italiane hanno in pancia per una fetta di 370 miliardi.

Eppure, nonostante tutto, gli spread applicati sui mutui in Italia restano congelati da circa un anno (in media 4,05% secondo la Bce), imballati su una soglia media di circa il 3,5% per i prestiti variabili e del 4% per i mutui a tasso fisso. E sono più cari persino della Spagna, Paese il cui debito pubbico costa sui mercati finanziari più caro rispetto a quello italiano (i Bonos a 10 anni pagano il 5% contro il 4,2% dei rispettivi BTp). In Spagna il miglior mutuo variabile si ottiene con spread all'1,4% mentre in Italia la soglia migliore di spread è al 2,85%.
L'allentamento dei cordoni di Basilea III produrrà una ricaduta positiva anche sui costi dei mutui? «Fra qualche settimana assisteremo a un probabile ribasso degli spread tra i 10 e i 20 punti base con le migliori offerte che potrebbero attestarsi intorno al 2,7% - spiega Stefano Rossini, amministratore delegato del broker Mutuisupermarket.it -. I primi market mover, come spesso accade a fine febbraio, si muoveranno con nuove offerte e campagne pubblicitarie. Dopodiché se questo innescherà un processo virtuoso di nuove offerte al ribasso non possiamo ancora dirlo perché ci sono molte incognite ancora da chiarire».

Si riferisce alle elezioni di fine febbraio? «È senza dubbio un elemento che può impattare. I mercati si aspettano una maggioranza solida che possa governare il Paese per cinque anni - prosegue -. In caso contrario gli spread obbligazionari potrebbero risalire disinnescando, in partenza, l'attuale trend di riduzione graduale degli interessi sui mutui».

Se però confrontiamo l'1,4% della Spagna e il 2,85% dell'Italia, pur con tutte le attenuanti del caso, i costi italiani sembrano ancora ingiustificati. «Gli istituti vogliono vedere più luce prima di dar vita a una più corposa riduzione degli spread. Il 2013 è iniziato con buoni auspici e anche il costo di raccolta sul mercato interbancario (per quanto non riflesso dagli indici Euribor che sono oggi dei tassi "nordici", ndr) sta scendendo - conclude Rossini -. Tuttavia il tasso di default sta aumentando, è passato dall'1,6% di inizio 2012 all'1,9% del terzo trimestre. Per questo motivo gli istituti mantengono ancora un atteggiamento guardingo sul credito per evitare di rivedere un tasso di default al 2,3%, record italiano raggiunto nel 2010. Se dopo Basilea III tutti gli altri tasselli si metteranno a posto, dalle elezioni ai segnali di ripresa economica indicati dal governatore della Bce Mario Draghi, allora è probabile che gli impieghi delle banche destinati al prodotto mutui potranno aumentare. Il che sarebbe positivo per gli spread. In ogni caso lo vedremo presto: i mesi caldi vanno da fine febbraio a giugno quando le banche vogliono fare raccolta».
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-18/prima-scudo-draghi-caduta-105350.shtml?u
09/01/2013 ABI: ecco le nuove dinamiche dei mutui
Secondo l’outlook mensile dell’Abi, a fine luglio 2012 la dinamica dei finanziamenti destinati alle imprese non finanziarie è risultata pari a -1,8% (-2,2% il mese precedente; +5,2% un anno prima).
In decelerazione anche la dinamica tendenziale del totale prestiti alle famiglie (-0,1% a fine luglio 2012, +0,7% il mese precedente; +5,7% a luglio 2011).
Comparativamente di poco superiore è stata la crescita dei finanziamenti per l’acquisto di immobili, risultata a fine luglio 2012 pari al +1% (+1,9% il mese precedente e +5,2% a fine luglio 2011).
L’analisi della distribuzione del credito bancario per branca di attività economica mette in luce come a fine maggio 2012 le attività manifatturiere, quella dell’estrazione di minerali ed i servizi coprano una quota sul totale di circa il 55%, la quota delle sole attività manifatturiere è del 23,7%.
I finanziamenti al commercio ed attività di alloggio e ristorazione detengono un’incidenza sul totale di circa il 19%, mentre il comparto delle costruzioni il 17,2% e quello dell’agricoltura il 4,4%. Le attività residuali il 4,5%.
Per quanto concerne i “tassi”, dalle segnalazioni del SI-ABI si rileva che ad agosto 2012 il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie elaborato dall’ABI è risultato pari al 3,88%, 3 punti base al di sotto del valore del mese precedente e 19 basis points al di sopra del valore di agosto 2011.
In diminuzione e sempre su livelli contenuti, i tassi praticati sulle nuove operazioni alle imprese ed alle famiglie: a giugno 2012 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3,26% (3,61% a luglio 2012), mentre il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni – che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo – è risultato pari al 3,93% (3,99% il mese precedente). Nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 28% (30,4% il mese precedente; era 28,6% a giugno 2012).
http://www.blogagenzieimmobiliari.it/news-mercato
02/10/2012 Le banche italiane e la crisi del mattone: una bomba a orologeria pronta a esplodere?
fin'ora siamo stati abituati a pensare che l'esposizione finanziaria delle banche spagnole rispetto al mattone non avesse uguali da noi. eppure, secondo un recente studio di settore proveniente dagli usa, l'esposizione delle nostre banche sul settore immobiliare non ha nulla di invidiabile e l'italia potrebbe essere travolta da una tormenta immobiliare

l'esposizione delle banche italiane

la cifra indicata nell'analisi è di 662 milioni di euro, tra mutui, prestiti ai costruttori, ecc. per capire l'entità di questa cifra basti pensare che in spagna l'esposizione è di 951 miliardi di euro

i rischi

l'italia non ha sofferto il collasso bancario a causa dell'esposizione sul real estate, tuttavia corre seri pericoli dovuti al declino del mercato immobiliare. i prezzi delle case sono scesi del 16% dal 2008 e ciò significa che le banche vedono ridurre i loro investimenti su attivi che si stanno deprezzando

in pratica se ha una banca ha concesso un mutuo per un valore che attualmente si è deprezzato si genera il fenomeno noto negli usa come negative equity. se il mutuatario non riesce a pagare, a causa del deterioramento del mercato del lavoro, la banca si ritrova in una situazione in cui deve dichiarare un passivo

la situazione si complica se l'esposizione è su di un costruttore la cui impresa fallisce. la banca si ritrova con cantieri non terminati, costruzioni non iniziate o case nuove finite vendibili al di sotto di quanto riportato nei propri bilanci

l'esempio spagnolo

per 5 anni, e in parte ancora adesso, le banche spagnole hanno cercato di tappare la situazione, fino a che per legge non sono state obbligate a coprire i propri "attivi immobiliari" con il 30% del loro presunto valore. improvvisamente una miriade di banche si è ritrovata così con dei passivi stratosferici ed è stato necessario il salvataggio da parte dell'ue

l'indice di sofferenze sui mutui

fondamentale in questo senso è la tenuta delle famiglie nel pagamento dei mutui. quanti prestiti sono in realtà a rischio? non a casa in italia esiste la possibilità di sospendere la rata del mutuo, un'iniziativa certo meritoria, in quanto salva la casa di chi ha perso il lavoro, ma che ha un effetto collaterale: rimanda il problema e non lo risolve

i punti forti dell'italia

rispetto alla spagna ci sono due vantaggi da noi: il tasso di disoccupazione è più basso, quindi il rischio di sofferenze è minore, ma soprattutto il volume complessivo dell'indebidamento delle famiglie è quasi la metà di quello spagnolo ed uno dei più bassi della ocse

i mutui degli italiani sommano infatti 368 miliardi di euro, contro i 644 milioni di euro degli spagnoli

per questo, secondo l'analisi, non corriamo i rischi dei vicini iberici, ma siamo ugualmente esposti a una forte tormenta

il futuro dei mutui

in questo quadro le banche hanno tutto l'interesse a far sí che i valori immobiliari non crollino. per questa ragione non desiderano in assoluto procedere con i pignoramenti e sono disposte a sopportare un medio periodo negativo piuttosto che una veloce catastrofe. a rimetterci però saranno i futuri mutuatari, che avranno sempre meno possibilità di ottenere un prestito per la casa, perché le banche sono sotto sforzo, impegnate a salvare lo status quo
http://www.idealista.it
02/10/2012 Nuove costruzioni: crisi più grave dal secondo dopoguerra
Il Pil italiano, dopo la debole crescita del 2011 (+0,4% su base annua), sta registrando un nuovo peggioramento. Le previsioni per l’anno in corso sono negative (-2,4% secondo la nota di aggiornamento del DEF di settembre scorso e -2,3% per Commissione Europea) a causa di una domanda interna fortemente indebolita sia nei consumi che negli investimenti. Per il 2013 è atteso un calo più contenuto pari a -0,2% su base annua per il Governo e -0,5% per la Commissione Europea.

In questo contesto il settore delle costruzioni, in particolare, sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi.
Nel corso del 2012, si evidenzia un ulteriore forte peggioramento: tutti gli indicatori settoriali disponibili danno evidenza della gravità della situazione del mercato con intensità di cadute simili a quelle registrate nel 2009 e cioè nella fase iniziale della crisi. Sulla base di tali evidenze e dei risultati dell’indagine rapida condotta dall’Ance, associazione nazionale costruttori edili, presso le imprese associate ad ottobre scorso, sono state riviste al ribasso le stime del 2012 e le previsioni per il 2013.
Nel 2012 gli investimenti in costruzioni registrano una flessione del 7,6% in termini reali (contro il -6% stimato a giugno) ed un ulteriore calo del 3,8% è previsto per il 2013.

In sei anni, dal 2008 al 2013, il settore delle costruzioni avrà perso circa il 30% degli investimenti e si colloca sui livelli più bassi degli ultimi quaranta anni. La caduta dei livelli produttivi coinvolge tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo, in crescita nel periodo considerato.

Di fronte a questo scenario sono dunque necessarie misure in grado di invertire le tendenze in atto per dare risposte alla domanda sia abitativa che infrastrutturale e stimolare la crescita del Paese. Vanno in questa direzione alcune misure proposte dall’Ance mirate a liberare risorse per attivare nuovi investimenti pubblici, eliminare il fenomeno dei ritardati pagamenti da parte della PA alle imprese per lavori regolarmente eseguiti, riattivare il circuito finanziario a medio-lungo termine che rende estremamente difficile alle imprese ed alle famiglie accedere ai mutui e ad alleggerire il carico fiscale sugli investimenti immobiliari.
http://www.blogagenzieimmobiliari.it/news-mercato
<< < > >> 
© copyright 2007 - 2016 Piazza Affari Immobiliare

Solbiate Arno --- Lavena Ponte Tresa
0331.985995 --- 0332.551835